La varroa (Varroa Destructor) è un acaro parassita che quanto attacca le api è visibile a occhio nudo come una capocchia di spillo rossa. Da quando la varroa ha raggiunto l’Italia, prima segnalazione nei primi anni ’80, si è dimostrata uno dei principali nemici per gli apicoltori.

L’acaro possiede un apparato boccale pungente-succhiatore e si comporta da ectoparassita sia della covata che delle api adulte sia dei fuchi che delle operaie. La varroa presenta un notevole dimorfismo sessuale. Gli esemplari che vediamo attaccati nell’addome delle api sono femmine. I maschi sono più piccoli, di colore chiaro e hanno un apparato boccale trasformati che entrano in gioco solo per la fecondazione.

Il ciclo vitale delle varroe è strettamente legato a quello delle api. La riproduzione delle varroe avviene all’interno delle cellette di covata maschile o femminile.  Qui le varroe, protette nel frattempo dall’opercolo si nutrono e si sviluppano a scapito del corpo delle larve che comunque riescono a completare la crescita.

varroa
foto: wikimedia.org

Quando l’ape sfarfalla si porta con se gli ectoparassiti, sia le varroe appena nate sia quelle genitrici. Le varroe possono stare sul corpo delle api anche diversi mesi in attesa che nei favi ci sia covata.

Monitoraggio della varroasi

La varroe ormai sono diventate ubiquitarie in tutti gli alveari. Il controllo dello stato dell’infestazione è necessario considerando il fatto che le varroe raddoppiano di numero ogni mese quindi se non si interviene tempestivamente c’è il rischio che il loro sviluppo porti al collasso la colonia di api.

L’intervento dell’apicoltore deve avvenire quando, da un conteggio che deve essere effettuato periodicamente, risulta il rischio per gli alveari.

Il conteggio delle varroe può avvenire con tecniche diverse. Un metodo semplice consiste nel conteggio delle varroe cadute in modo naturale. Il conteggio può essere effettuato ponendo dei vassoi nel fondo delle ernie. Questi devono essere preparati appositamente con sostanze come la vaselina che trattengano gli acari. Se in 24 ore si supera un numero di 15 – 20 varroe, è necessario intervenire tempestivamente con un trattamento.

Un altro metodo per valutare il grado di infestazione è quello di asportare la covata e controllare il numero di acari presenti.

Normalmente un trattamento è effettuato dopo l’ultima smelatura, a fine luglio e un’altro durante l’invernamento quando nei favi è assente o molto limitata la covata.

Prodotti antivarroa.

  • Api bioxal

    Api Bioxal

    Prodotto a base di acido ossalico che può essere somministrato con un sublimatore oppure gocciolato con una siringa. Generalmente impiegato in assenza di covata opercolata oppure come trattamento tampone, ripetuto più volte in presenza di covata.

  • Acido formico varroa

    Acido formico contro la varroa

    Prodotto a base di acido formico, efficace anche i presenza di covata opercolata.

  • ApiLife Var

    ApiLife Var

    Barrette a base di timolo da inserire nell’arnia anche in presenza di covata. Procedimento da ripetere per 3 – 4 volte

  • ApiLife Var

    Apistan

    Strisce imbevute del principrio attivo chiamato Fluvalinate che vanno inserite tra i favi.

  • acido ossalico

    Acido Ossalico

    L’acido ossalico puro è ammesso anche nell’apicoltura biologica, va somministrato con una siringa, con un sublimatore.

Trattamenti anti varroa

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