1) Preparare il terreno, Documentarsi:

La pratica dell’apicoltura non può essere improvvisata in quanto ha delle solide basi in discipline come la biologia, l’ecologia e la botanica . È impossibile comprendere appieno le tecniche apistiche se non si conosce lo sviluppo delle api e come le api si relazionano all’ambiente esterno, o se non si conoscono le fioriture di un dato territorio.

Giusto per fare un esempio possiamo citare alcuni aspetti della biologia che hanno implicazioni pratiche:

Ciclo vitale dell’operaia: conoscere il ciclo vitale delle api operaie, saper distinguere i vari stadi della covata, es covata opercolata, ci permette di fare previsioni dopo quanti giorni avremo bottinatrici, quindi sapere

Ciclo vitale della regina: entro un certo periodo di tempo le larve destinate a diventare api operaie sono identiche a quelle che si svilupperanno in regine. Le colonie orfane, cioè prive di regine tendono ad allevare numerose regine. Questi fatto può essere sfruttati per l’allevamento intensivo di api regine.

Un buon inizio può essere la lettura di un manuale di apicoltura come “Le api” di Alberto Contessi. Il libro è diviso in due parti: la prima dedicata alla biologia, tratta argomenti come, la morfologia, la fisiologia e lo sviluppo delle api. La seconda parte invece è più mirata all’allevamento, descrivendo nel dettaglio le operazioni apistiche più comuni e i prodotti dell’apicoltura.

On line è possibile trovare tantissimo materiale, specialmente nei siti di associazioni di apicoltori o di enti regionali. In particolare voglio lasciare i link alle dispense dei corsi di apicoltura tenuti dalla Regione Sardegna

PDF Corso di avviamento alla apicoltura

PDF Schede tecniche di apicoltura

2) Uscire di casa: partecipare a un corso di base

Se abbiamo passato l’inverno a studiare la biologia delle api, e l’apicoltura solo in teoria, con l’arrivo della primavera possiamo prendere contatto con l’associazione di apicoltori più vicina a noi per verificare l’esistenza di corsi per apicoltori principianti.

Nella sezione del mercatino dedicata ai corsi di formazione ho raccolto i link di alcuni corsi dopo una semplice ricerca su internet. Di solito questi corsi durano qualche mese e prevedono oltre che lezioni teoriche alcune lezioni sul campo.

3) Il grande passo. Acquistare le prime famiglie di api.

Durante il corso possiamo approfittare per prendere contatto con altri apicoltori e acquisire informazioni utili ad esempio su fornitori affidabili da cui acquistare le prime famiglie di api. È importante che le famiglie e le regina siano di qualità per evitare di iniziare col piede sbagliato. Se riusciamo ad acquistare nuclei precoci intorno a fine marzo – aprile, è possibile riuscire a produrre miele lo stesso anno. Se abbiamo intenzione di spendere meno e cominciare con calma è possibile partire con degli sciami che però andranno in produzione l’anno successivo.

In un altra pagina ho elencato tutta l’attrezzatura necessaria per cominciare. È indispensabile un piccolo investimento per acquistare gli indumenti protettivi, alcune arnie, portascimi, un affumicatore e un piccolo smelatore. Alla fine arriveremo a spendere una cifra intorno ai 1000 euro.

4) Seguire un apicoltore esperto

Spesso in apicoltura quando siamo di fronte a un problema ci vongono proposte numerose soluzioni e a volte diventa difficile agire nel modo corretto. Per evitare di procedere a tentantivi, anche perchè spesso un errore può compromettere l’annata, è fondamentale essere affiancati da un apicoltore esperto fino ad acquisire un proprio metodo. Un modo per acquisire professionalità è quello di proporsi per dare una mano gratuitamente.

5) Tanta passione e costanza.

Ormai dopo i primi tempi abbiamo acquisito abbastanza esperienza per capire in che modo si può evolvere la nostra passione. Per molti sarà già un ottimo risultato quello di riuscire a gestire alcuni alveari sia per la produzione per autoconsumo ma soprattutto per portare avanti un’attività meravigliosa, creativa, che sviluppa il nostro spirito di osservazione e la voglia continua di migliorarsi.

Livello successivo: Trasformare la passione in una fonte di reddito

Per alcuni apicoltori che hanno parecchio tempo da dedicare alle api l’attività apistica si può dimostrare un’ottima fonte di reddito secondaria. Specialmente le persone che possiedono un terreno in una buona posizione e la costanza di seguire qualche decina di alveari.

Per quelli che hanno intenzione di fare sul serio esiste la possibilità, anche se non è semplice, di fare dell’apicoltura la fonte di rettido principale. Un’attività del genere bisogna essere in grado di gestire un numero superiore alle 100 arnie, praticare il nomadismo per aumentare la produttività di ogni singola famiglia e vendere al dettaglio.

 

Come diventare Apicoltore in 5 passi

5 pensieri su “Come diventare Apicoltore in 5 passi

  • 11 agosto 2016 alle 17:34
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    Qualsiasi persona che vorrebbe fare l’apicoltore leggendo tutto ciò che che avete scritto,può pensare che è un’esperienza molto semplice da effettuarsi.Peccato,ha pensato propio male.Aguro a tutti coloro che vogliono provare a fare questa esperienza di apicoltore di incontrare delle persone esperte ma nello stesso tempo che abbiano l’umiltà di essere molto disponibili e particolarmente più altruisti. Un saluto a tutti. Melo Saraceno

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    • 2 ottobre 2016 alle 18:06
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      Salve, sig. Melo, vivo a Siracusa, e devo dire che quest’umiltà professionale non l’ho riscontrata, avevo ipotizzato di sperimentarmi in questa pratica avendo tempo ,spazio e volontà ed a essere sincero, il fatto di non avere più l’età giusta per inserirmi nel mondo del lavoro. Avevo pensato, visto che amo stare a contatto con la natura di apprendere questa professione, e come primo passo mi sono rivolta ad una apicoltrice, offrendo il mio aiuto in cambio di formazione professionale, anche perchè questo mi avrebbe permesso di capire se era un lavoro fattibile, o se in me avrebbe suscitato paura o repulsione.
      Le chiedo come potrebbe consigliarmi a tal riguardo, visto che io sono completamente a digiuno.

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      • 6 ottobre 2016 alle 17:34
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        Salve Sig Alessandro la prima cosa che le consiglio e rivolgersi alla piu vicina associazione apistica del suo territorio, se ha tempo da dedicare a questi splendidi insetti gia inizia con il piede giusto, di solito a marzo iniziano i corsi che servono per un confronto diretto con altri apicoltori. La prima condizione forse la piu importante e il terreno dove ubicare le arnie (lontano assolutamente da pescheti meleti aranceti etc.. dove c’e agricoltura industriale ) poiche vanno ricercate zone non umide a sud non ventose a fioritura a scalare (ex: erica arborea, acacia , castagno) .Acquistare regine e sciami validi (consiglio di inizare con 3 arnie) e dopo essersi fatto le ossa con sbagli propedeutici decidere infine su quale comparto apistico puntare. (miele ingrosso o dettaglio polline, pappa reale, rivendita…) e’ un campo vasto e difficile pieno di sacrifici dato dalle innumerevoli malattie che l insetto ape accusa negli ultimi anni, ma la passione infinita per questo insetto sconfigge ogni difficolta.

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  • 4 ottobre 2016 alle 16:10
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    Deve portarti serenità non deve essere vissuto come un sacrificio per me’ la potrei paragonare a una vocazione

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  • 9 marzo 2017 alle 23:23
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    salve, complimenti ottima lezione molto comprensibile. Essendo veneto ho una difficoltà con la lingua italiana. bravissimo

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