Le api operaie sono femmine non feconde nate da un uovo identico a quello da cui nascono le regine. Rappresentano la casta di api maggiormente presente all’interno dell’alveare e si occupano di tutta una serie di attività che sono in relazione con l’età dell’ape stessa.

I primi 21 giorni: lo sviluppo

Lo sviluppo delle api operaie dal momento della deposizione allo sfarfallamento dura 21 giorni.

L’uovo fecondato viene deposto all’interno di una cella esagonale e si presenta come una bastoncino bianco di 1,5 mm.

Dopo tre giorni dalla deposizione fuoriesce una larva che viene avvolta da una goccia di pappa reale. Durante tutto lo sviluppo la larva viene assistita dalle api operaie che una volta terminata la nutrizione con pappa reale depositano una miscela di acqua, nettare e polline all’interno della cella.

L’opercolatura avviene dopo 7 giorni dalla nascita della larva. All’interno della cella reale, negli ultimi 10 giorni avviene l’ultima muta, la trasformazione in pupa e infine la metamorfosi in ape adulta in grado di muoversi e rosicchiare l’opercolo.

Secondi 21 giorni: le api di casa

Dopo lo sfarfallamento l’ape è in grado di svolgere da subito i primi compiti all’interno dell’alveare. Con il tempo lo sviluppo di particolari ghiandole rende l’ape idonea a compiere lavori sempre diversi.

  • Api spazzine: appena nate si occupano della pulizia delle cellette.
  • Api nutrici: dal quarto si occupa di nutrire a di proteggere la covata. Inizialmente forniscono miele e polline alle larve di età avanzata, poi una volta che le ghiandole per la produzione della pappa reale sono sviluppate si occupano delle larve più giovani.
  • Api ceraiole: Dal decimo una volta che sono attive le ghiandole ceripare si occupano della costruzione e riparazione dei favi.
  • Api guardiane: si occupano della difesa dell’alveare.

Questa suddivisione non è così netta. In realtà se si presenta la necessità qualsiasi ape adulta può adempiere ai compiti delle api giovani ad esempio esistono ceraiole oppure nutrici di ritorno, anche se le ghiandole della pappa reale tendono ad atrofizzarsi. Allo stesso tempo esistono api giovani bottinatrici.

Ultimo periodo di vita (in media 20 giorni): api bottinatrici

Nell’ultimo della loro vita periodo le api diventano produttive per l’apicoltore infatti si dedicano alla raccolta di cibo nei campi.

Cosa bottinano. Le api prelevano dall’ambiente:

  • acqua: utile per la termoregolazione per traspirazione, per miscelare il nutrimento per le larve.
  • polline: componente proteica dell’alimentazione delle larve di età avanzata.
  • nettare: componente zuccherina dell’alimentazione delle api.
  • altre sostanze zuccherine: ad esempio la melata, sostanza secreta da un gruppo di insetti (Omotteri).
  • propoli: sostanza resinosa prelevata dalle gemme e dalla corteccia di svariate piante. Le api utilizzano la propoli per tappare fessure per rivestire le celle e le pareti dell’alveare.

 

 

Ciclo dell’ape operiaia

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