cera d'apiLa cera d’api è un prodotto di origine animale prodotta dalle api operaie in un periodo preciso della loro vita. In questa fase, che va dal decimo al sedicesimo giorno di vita, le api prendono il nome di api ceripare. Questa fase è caratterizzata dallo sviluppo delle ghiandole sericere necessarie per la secrezione della cera. La cera è utilizzate dalle api come materiale da costruzione, per creare e per riparare i favi che ospiteranno il miele e la covata.

Durante la crescita della api la funzionalità di queste ghiandole è ridotta, tuttavia in caso di necessità qualsiasi ape operaia può creare nuovamente la cera.

La cera viene secreta in piccole gocce lungo l’addome dell’insetto e assume presto la consistenza di scaglie. La cera che inizialmente possiede un colore chiaro viene lavorata assieme al polline e alla propoli assumendo il tipico colore giallastro.

La cera si presenta untuosa al contatto che si frantuma facilmente ma diventa plastica al calore. Possiede un odore molto caratteristico simile a quello del miele e della propoli.

La cera ha una temperatura di fusione bassa, appena sopra i 60 gradi e una densità inferiore all’acqua. La densità di molto inferiore a quella del miele è la proprietà che permette ai frammenti di cera durante la decantazione di salire in superficie.

Composizione chimica

La era è essenzialmente una miscela di lipidi con una struttura molto stabile, insolubile nell’acqua, resistenti all’ossidazione e all’attacco degli acidi.

Vediamo in dettaglio i componenti chimici (da Alberto Contessi, Biologia e allevamento delle api, ed Edagricole)

  • 70% Esteri di acidi cerosi
  • 14% Acidi liberi
  • 12% Idrocarburi
  • 1,0% Esteri sterolici
  • 1,0% Alcoli liberi
  • 1,1% Umidità e sostanze estranee
  • 0,6% Lattoni
  • 0,3% Flavonoidi

Come si produce

cera di apiLa cera in commercio è prodotta prevalentemente a partire dagli opercoli ottenuti in seguito alla smelatura in quanto la cera dei favi contiene residui di covata e altre sostanze estranee. Ogni cento chili di miele prodotti corrispondo in genere a un chilo di cera creato. Gli opercoli vengono sciolti utilizzando le seratrici solari. È possibile sciogliere la cera anche utilizzando il vapore, a bagno maria o direttamente nell’acqua calda. La cera si separerà facilmente dall’acqua a causa del diverso peso specifico.

La cera prodotta dagli opercoli è molto chiara ed è la più pregiata. In genere la cera si conserva bene anche per lunghi periodi di tempo. L’unico problema può essere dovuto all’attacco da parte della terma della cera quindi è opportuno tenerla in contenitori chiusi ermeticamente.

Usi

La cera tradizionalmente aveva tantissimi impieghi, dalla produzione di candele per l’illuminazione, alla creazione di colori per la pittura. Oggi in molti casi è stat sostituita da altri materiali più economici come la plastica e la paraffina ma sempre utilizzata nella produzione di prodotti per la pulizia dei mobili, e dall’industria farmaceutica come eccipiente.

In apicoltura la cera è importante per la produzione di fogli ceree dati alle api come base per la costruzione dei favi del nido de del melario.

Cera d’api prezzo

Facendo una veloce ricerca on line si può verificare che la cera d’api grezza costa intorno ai 9 euro al chilo ed è disponibile sia in panetti che a scaglie. La cera sottoforma di fogli cere stampati naturalmente possiede un prezzo più alto (es. 15 euro al chilo).

Curiosità

Le api quando depositano la cera per la costruzione dei favi seguono uno schema preciso che porta alla formazione di celle esagonali. La ragione di questo comportamento può essere ricondotto a motivi di efficenza in quanto l’esagono permette di sfruttare meglio la cera. Se osserviamo infatti la disposizione degli esagoni si nota come ogni lato partecipa alla formazione di 4 cellette. Naturalmente le api non sono interessate a questioni geometriche e il motivo di tale disegno è da ricercare nel procedimento che ogni ape utilizza per unire tra loro le varie celle.

 

La cera d’api

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