L’acido ossalico è un acido formato da due gruppi carbossilici con formula molecolare (COOH)2.

L’acido ossalico è ampiamente diffuso in natura anche in parecchi alimenti come spinaci, cereali e tanti altri tuttavia è un acido relativamente forte che oltre ad irritare l’intestino se ingerito a dosi elevati può essere letale.

In apicoltura l’acido ossalico trova applicazione come trattamento anti-varroa in quanto è uno dei principi più efficaci e dei più utilizzati anche nell’apicoltura biologica per via del suo basso impatto ambientale.

Nonostante la sua efficacia sia provata l’acido ossalico non è contemplato dalle autorizzazioni ministeriali tuttavia non è considerato un principio attivo naturale accettato nell’apicoltura biologica.

Una volta somministrato all’interno dell’alveare agisce acidificando l’ambiente dell’arnia rendendolo non ospitale per la varroa.

Esistono diversi metodi di somministrazione dell’acido ossalico che possono avvenire in assenza di covata oppure come intervento tampone ripetuto da effettuare in presenza di covata.

Acido ossalico gocciolato

acido ossalico gocciolato

La formula classica di acido ossalico utilizzata per un trattamento prevedeva lo scioglimento dell’acido in soluzione zuccherina al 50% in proporzione di 100 g di ossalico per litro di acqua distillata. (Riassumendo 1000 g di acqua distillata + 1000 g di zucchero + 100 grammi di ossalico)

Poiché queste dosi si sono dimostrate troppo concentrate (moria di api) sarebbe meglio optare soluzioni più diluite

40-60 g di ossalico + 600 g di zucchero + 1 litro di acqua

 Acido ossalico sublimato

Questa tecnica consiste nell’utilizzo di uno strumento chiamato sublimatore che va inserito nella parte anteriore dell’arnia in giornate in cui il volo delle api è limitato. Il trattamento offre ottimi risultati in assenza di covata ed è un ottima soluzione per allevamenti di grosse dimensioni. L’uso del sublimatore comporta il rischio per l’operatore di inalare vapori tossici qualche tempo dopo il trattamento.

Acido ossalico spruzzato

Una soluzione intermedia alle due precedenti consiste nell’utilizzare un nebulizzatore manuale. La concentrazione è simile a quella dell’acido ossalico gocciolato senza però l’aggiunta di zucchero.

Durante la somministrazione lo spruzzino va regolato alla massima nebulizzazione mentre si procede bagnando le api da entrambi i lati dei favi. La quantità spruzzata non deve essere eccessiva ma tale da creare una leggera brina sopra le api. Dopo qualche giorno è possibile controllare la quantità di varroe cadute nel vassoio.

L’acido ossalico non ha un tempo di carenza specifico in quanto analisi effettuate dopo la sua applicazione dimostrano che non lascia residui nel miele. È consigliabile in ogni caso aspettare qualche giorno prima della posa dei melari sulle arnie trattate.

Quanto costa

In commercio è possibile acquistare l’acido ossalico puro al prezzo di circa 9 euro al chilo
Esiste un prodotto a base di cido ossalico: api bioxal

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